Racconti

“Riflettere è ascoltare più forte”.

“Riflettere è ascoltare più forte”.

Ebbene sì, tutto parte da qui: dal momento in cui ho deciso di risistemare il mio vecchio Hard Disk in cui non mettevo mani da secoli.
Immersa tra migliaia di foto, tra infiniti ricordi e i miei modesti viaggi, mi è venuto un magone indescrivibile che posso solo lasciarvi immaginare.
Ho cominciato, così, a riflettere e finalmente ho ascoltato davvero me stessa. Sono stati pensieri un po’ tristi ad essere sincera, tristi perché mi sono resa conto di essermi un po’ persa negli ultimi anni.

Ho perso di vista me stessa, le mie passioni, le mie ambizioni…

Non so nemmeno io perché sia successo, semplicemente, a volte, alcune situazioni ci schiacciano e ci demoralizzano e in quei momenti bisogna solo essere abbastanza forti da non lasciarsi abbattere. Invece io, probabilmente, ho lasciato che le circostanze mi buttassero giù.
Mi sono chiusa a riccio rifiutando la comunicazione, non riuscivo più ad essere il vulcano di emozioni che sono sempre stata e quindi sono sparita… Sparita non solo da qui o dai social, mi sono solo un po’ persa di vista.

Sono una sognatrice.

Sono sempre stata un’eterna sognatrice e mi sono sempre rifugiata in “qualcosa” durante le mie diverse fasi, dipendeva dal periodo. Probabilmente perché spesso ero insoddisfatta o delusa dalla realtà, non lo so, ma il mondo virtuale ha sempre fatto parte della mia vita, anche prima di Instagram. È sempre stato un po’ come avere qualcuno di cui prendersi cura, ci fa stare bene e ci regala vie di fuga.
E quindi ho acquistato una reflex, ho cominciato a viaggiare scattando milioni di foto, ho aperto un profilo Instagram ed un blog per il puro gusto di condividere e di scrivere.
E poi cosa è successo? Niente in sostanza, vi è mai capitato un periodo in cui l’apatia è talmente forte da non avere nemmeno la voglia di seguire ed approfondire le vostre passioni? E non perché la stessa passione non sia forte abbastanza, semplicemente perché quelli forti non siete voi. Ho capito che, anche se so che a voi possa sembrare banale, quando si è più piccoli e immaturi non si sanno apprezzare molte cose e bisogna imparare, invece, a vivere le giornate appieno, cercando di renderle migliori.

Ho deciso di imparare ad amare la mia vita quindi, anche se non è perfetta sotto tanti punti di vista (ma chi ha una vita perfetta?!), anche se vi demoralizza e vi butta giù. Bisogna amare anche gli eventi negativi, apprezzarli perché è grazie a loro che siamo quello che siamo. Ed è proprio imparando a non evitare quei momenti e ad affrontarli, quindi, che si impara a vivere.

Sappiamo bene che ci siano cose peggiori nella vita, cose che, proprio perchè non ci sono mai capitate a volte, devono farci capire quanto siamo fortunati in fondo. È stato un percorso complicato, lo è tutt’ora e lo sarà sempre. Per fortuna, però, nella vita non saremo mai soli.
Mi sono distaccata dai miei sogni per un po’, dalle mie passioni. Passioni che fino a quel momento erano state il mio rifugio nella realtà. Non so bene il motivo, so solo che non ho più intenzione di reprimere le mie emozioni.

Me da piccola

È da qualche giorno che sento una strana sensazione dentro, ho sempre provato un senso di frustrazione ripensando ai miei viaggi, alla mia povera reflex, alle fotografie mai pubblicate, al blog e ad Instagram. Senso di frustrazione dovuto al fatto che avevo represso il bisogno di loro! Intendiamoci, i social non fanno di noi persone speciali, non sono indispensabili né tanto meno devono diventare un’ossessione. A mio avviso, però, ci arricchiscono se usati nel modo corretto. Instagram adesso non mi piace molto e non starò qui ad elencare i motivi, trovo semplicemente che sia diventato apatico e privo di interazioni sincere e pure.
Eppure, spero ancora che possa tornare ad essere un po’ come prima, cosa che dipende solo ed esclusivamente dalla gente che lo popola.
Ricordo ancora quando mi sono iscritta quasi quattro anni fa, ricordo le lunghe chiacchierate con le ragazze (che magari adesso mi staranno anche leggendo), ricordo i grossi complimenti, la dipendenza verso alcuni profili, ricordo l’affetto, la bontà e la gratitudine. Ricordo che eravamo una grande “famiglia” sempre pronta a regalare forti emozioni con delle foto. E io non ero poi così brava, eppure mi esprimevo, comunicavo, interagivo… Mi piaceva farlo perché mi arricchiva e mi ha fatto imparare tanto grazie alle esperienze altrui. Adesso è diventato solo una corsa verso un qualcosa che non può effettivamente essere raggiunto da tutti.

Non ho idea di quale sia il mio scopo adesso, ho semplicemente voglia di seguire ciò che amo e di non abbandonare più le mie passioni. Vanno sempre coltivate, con forza e determinazione, anche se a volte vi verrà voglia di mollare…

Sinceramente non so chi possa aver avuto la pazienza di leggermi in questo momento e non so quante di voi possano ritrovarsi nelle mie parole anche perché sono stata un po’ vaga e per niente esplicativa forse.
Grazie a chi leggerà questo semplice sfogo, grazie a chi vorrà condividere con me qualsiasi pensiero…
Non so come andrà, so solo che ho deciso di ripartire da me, senza eliminare le tracce del mio passato perché non va rinnegato mai.
Parto da me stessa per darmi di nuovo la possibilità di coltivare le mie passioni con un briciolo di esperienza in più.

Con affetto,
Federicaf

Federicarena
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